A seguito di alcune richieste di chiarimenti, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni in merito all’aumento della TARI 2026.
Anzitutto, si evidenzia che la TARI è un tributo destinato esclusivamente alla copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti, come previsto dalla normativa vigente. Le tariffe vengono determinate annualmente sulla base del Piano Economico Finanziario (PEF), predisposto secondo il metodo tariffario definito da ARERA.
L’incremento delle tariffe per il 2026 è riconducibile principalmente a tre fattori.
Il primo è rappresentato dall’aumento del PEF, pari al 6,59%, dovuto all’introduzione delle nuove componenti previste dal metodo tariffario MTR-3 di ARERA, all’incremento di alcune voci di costo del servizio e agli ammortamenti degli investimenti programmati.
Il secondo fattore, quello di maggiore impatto, riguarda il passaggio dal metodo MTR-2 al MTR-3, che ha modificato i criteri di ripartizione dei costi tra utenze domestiche e non domestiche. In passato una quota significativa dei costi sostenuti per le utenze domestiche veniva ripartita sulle utenze non domestiche; con il nuovo metodo ARERA la ripartizione deve invece avvenire in misura proporzionale alla produzione effettiva dei rifiuti. Tale adeguamento ha comportato una diversa distribuzione del carico tariffario tra le diverse categorie di utenza.
Si precisa inoltre che la nuova piattaforma ecologica non è la causa dell’aumento della TARI. L’opera è stata infatti realizzata grazie ai finanziamenti del PNRR, che hanno coperto l’investimento. Il finanziamento dell’infrastruttura è quindi distinto dalla determinazione della tariffa, che continua a dipendere esclusivamente dai costi del servizio riconosciuti nel PEF.